“Verso gli onori dell’altare”
Sulla scorta di tutta una serie di segnalazioni e soprattutto del
famigerato
anatema contro la mafia pronunciato
da
Sua Santità Giovanni Paolo II’
a Piano San Gregorio il 10 maggio 1993, poco dopo l’incontro
privato in seminario vescovile con gli anziani genitori di Rosario, si
avviò la costituzione dell’Associazione “Amici del
Giudice Rosario Angelo Livatino”, avvenuta ufficialmente nel
1995, e la raccolta, su esplicito incarico del Vescovo di Agrigento
monsignor Carmelo Ferraro delle testimonianze per un possibile avvio
del
processo diocesano di
canonizzazione che è
avvenuto il 21 settembre 2011 presso la
chiesa di San Domenico a Canicattì con la Liturgia
della parola ed il giuramento dei componenti del Tribunale
Diocesano e del Postulatore don Giuseppe Livatino alla
presenza dell'ArciVescovo di Agrigento don Franco Montenegro,
Come si diventa Santi?
Il primo passo è diventare Beati.
Una strada tortuosa dettata, passo passo, dalle norme
del Diritto Canonico. Regole comunque snellite nel 1983 da Giovanni
Paolo II’.
L’iter: “Di solito bisogna aspettare
almeno cinque anni dalla morte” spiegano alla “Congregazione
per le cause dei Santi in Vaticano”.
“In alcuni casi, eccezionali, però, grazie ad una precisa
dispensa firmata dal Santo Padre si può derogare al periodo
minimo”.
Eccezioni a parte, comunque, la trafila è lunga.
Il “Servo di Dio”, come viene chiamato
da questo momento il candidato beato, deve affrontare un regolare
processo, che va promosso da un “attore” (può essere
un organo ecclesiastico, un gruppo di fedeli), il quale rivolge la
richiesta al capo della diocesi dove è morto il candidato (nel
caso del Giudice Livatino l’ArciDiocesi di Agrigento).
L’attore deve nominare un “postulatore”
che promuove la causa nell’inchiesta diocesana, nella quale
si raccolgono le prove a sostegno della beatificazione.
Vengono sentiti anche testimoni oculari contemporanei
Il processo quindi si sposta a Roma,
alla “Congregazione per le cause dei Santi”.
“Qui viene sottoposto al Promotore della Fede –spiegano
ancora alla Congregazione per le cause dei Santi- Un prelato teologo
che deve verificare che tutti gli elementi teologici, delle virtù
e dei miracoli attribuiti (anche nel caso del Giudice Livatino benché "Martire della Giustizia e,
indirettamente, della Fede" servirebbe un miracolo che pare
sia stato annunciato), siano esaminati da un’equipe di consulenti teologi”.
I MIRACOLI.
Per diventare beati, bisogna averne fatto almeno uno.
Nel caso dei "Martiri per la Fede" non
servirebbero miracoli. Per il Giudice Livatino "Martire della
Giustizia" ad oggi occorre il miracolo. Bisognerà vedere se poi saranno
valutati in maniera positiva quelli annunciati e documentati..
Solo dopo può essere avviato il processo di
canonizzazione perchè il
Giudice Rosario Angelo Livatino
“Martire della Giustizia e indirettamente della Fede”
diventi santo a tutti gli effetti.