“Verso gli onori dell’altare”
Sulla scorta di tutta una serie di segnalazioni e soprattutto del
famigerato anatema contro la mafia pronunciato
da Sua Santità Giovanni Paolo II’ a
Piano San Gregorio il 10 maggio 1993, poco dopo l’incontro privato
in seminario vescovile con gli anziani genitori di Rosario, si avviò
la costituzione dell’Associazione “Amici del Giudice Rosario
Angelo Livatino”, avvenuta ufficialmente nel 1995, e la raccolta,
su esplicito incarico del Vescovo di Agrigento monsignor Carmelo Ferraro,
delle testimonianze per un possibile avvio del processo diocesano
di canonizzazione che ad oggi non è stato mai avviato;
comunque…
Come si diventa Santi?
Il primo passo è diventare Beati.
Una strada tortuosa dettata, passo passo, dalle norme
del Diritto Canonico. Regole comunque snellite nel 1983 da Giovanni
Paolo II’.
L’iter: “Di solito bisogna aspettare
almeno cinque anni dalla morte” spiegano alla “Congregazione
per le cause dei Santi in Vaticano”.
“In alcuni casi, eccezionali, però, grazie ad una precisa
dispensa firmata dal Santo Padre si può derogare al periodo
minimo”.
Eccezioni a parte, comunque, la trafila è lunga.
Il “Servo di Dio”, come viene chiamato
da questo momento il candidato beato, deve affrontare un regolare
processo, che va promosso da un “attore” (può essere
un organo ecclesiastico, un gruppo di fedeli), il quale rivolge la
richiesta al capo della diocesi dove è morto il candidato (nel
caso del Giudice Livatino l’ArciDiocesi di Agrigento).
L’attore deve nominare un “postulatore”
che promuove la causa nell’inchiesta diocesana, nella quale
si raccolgono le prove a sostegno della beatificazione.
Vengono sentiti anche testimoni oculari contemporanei
Il processo quindi si sposta a Roma,
alla “Congregazione per le cause dei Santi”.
“Qui viene sottoposto al Promotore della Fede –spiegano
ancora alla Congregazione per le cause dei Santi- Un prelato teologo
che deve verificare che tutti gli elementi teologici, delle virtù
e dei miracoli attribuiti (nel caso del Giudice Livatino non servirebbero
miracoli anche se ne sarebbero stati annunciati almeno un paio), siano
esaminati da un’equipe di consulenti teologi”.
I MIRACOLI.
Per diventare beati, bisogna averne fatto almeno uno.
Nel caso dei "Martiri" e quindi del Giudice Livatino non
servirebbero miracoli anche se legati alla sua figura ne sarebbero
stati annunciati almeno un paio.
Solo dopo può essere avviato il processo di
canonizzazione perchè il
Giudice Rosario Angelo Livatino
“Martire della Giustizia e indirettamente della Fede”
diventi santo a tutti gli effetti.